Cento Fashion Film al Festival di Milano

Nel 2008 la maison Dior inaugurava l’innovativo progetto Cinematic Campaign per lanciare la it bag Lady
Dior
: quattro diversi cortometraggi per le quattro varianti di colore della borsa ognuna ispirata ad una città
diversa, Parigi, New York, Shangai e Londra ed interpretati dall’ attrice Marion Cotillard.
Nato come prodotto per il web, da quel momento il corto d’autore ha avuto una diffusione globale,
rimbalzando dai canali di Youtube a blog, social network e riviste online, fino a diventare il format più
interessante ed efficace usato dai brand di moda per diffondere in rete le loro campagne pubblicitarie,
sintensi perfetta di spunto creativo, commistione di generi e fine promozionale.
Oggi il fashion film rappresenta il territorio in cui giovani designer, creativi, e videomaker sperimentano nuovi
codici estetici e modalità di comunicazione. Nasce da queste basi il Fashion Film Festival che si terrà i prossimi 14 e 15 settembre a Milano come
evento di apertura della Fashion Week : il vincitore verrà premiato con le opere handmade di Barnaba
Fornasetti
, figlio del celebre artista Piero.
Questa prima edizione che andrà in scena al Piccolo Teatro Grassi è stata ideata e prodotta da Constanza
Cavalli Etro con il sostegno della Camera Nazionale della Moda: è necessario accreditarsi online e l’ingresso
sarà gratuito per le proiezioni di un centinaio di diversi titoli.
Nella sezione Fuori Concorso dedicata ai migliori fashion film realizzati da grandi marchi e importanti registi,
spiccano titoli come Il Castello Cavalcanti di Prada, già presentato allo scorso Festival del Cinema di Roma e
l’inedito This Must Be The Only Fantasy.
Il primo, ironico e surreale, è diretto da Wes Anderson che ha firmato anche tutti gli spot della fragranza
Prada Candy, ed è ambientato nell’ Italia degli anni ’50 con espliciti riferimenti a Federico Fellini e Pietro
Germi.
Il secondo è il corto inquietante e magnetico delle sorelle Mulleavy, stiliste del marchio americano Rodarte: il
regista e fotografo Todd Cole dirige l’attore Elijah Wood in una pellicola che si ispira ai giochi di ruolo e ai
videogame.
Film corti ma anche documentari brevi come quelli dedicati a Valentino e ad Azzeline Alaia, che permettono
di entrare direttamente dietro le quinte di un brand, svelando ciò che in passato era zona off limits.
E’ forse qui che il fashion film raggiunge il suo scopo principale: nell’ avvicinare il marchio al consumatore
diretto, canalizza al meglio il proprio messaggio e soddisfa quell’ esigenza propria dei social network nell’ era
del web di condividere momenti ed esperienze “personali”.
In concorso le opere di giovani registi e video maker come Senio Zapruder, classe 1987, nato a Siena ma
milanese d’adozione, con all’ attivo collaborazioni con marchi come Dolce&Gabbana, Zegna, H&M e Philipp
Plein solo per citarne alcuni.
“ 2 Delicious 2 Dump , il corto che ho realizzato per Dsquared2 un anno fa, parla di un’ossessione” ci
racconta “un’ossessione maniacale e malata il cui oggetto del desiderio (una borsa ndr) verrà svelato solo
alla fine. Io sono il regista ma ho curato anche montaggio e ripresa audio, oltre a mixare ed editate le
musiche composte da Stefano Riva”
“La voce narrante di Diane Pernet ha aiutato molto nel creare la sensazione di angoscia nella prima parte.”
ha proseguito Senio “ Ho voluto lei perché trovo il tono della sua voce molto profondo e, il suo essere così
roca, aiutava con la trama.” La giornalista ed icona della moda statunitense è la creatrice di A Shaded View
of Fashion film, la prima rassegna internazionale dedicata ai cortometraggi fashion che ha toccato Parigi,
Miami e Roma fra l’ottobre 2013 e il gennaio 2014, antesignana di questo Festival che si propone come la
sua versione made in Italy.
Elisabetta Baou Madingou

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