Dune

Quando il 13 aprile 2020 Timothée Chalamet ha condiviso sul suo profilo Instagram un primo assaggio del film, l’attesa per la nuova trasposizione cinematografica del romanzo di Frank Herbert è diventata realtà. Una sola immagine che evocava inevitabilmente la pellicola di David Lynch a cui sarebbe seguito un trailer fitto delle medesime sequenze sceniche del colossal del 1984, tagliato con l’accetta durante il montaggio da padre Dino e figlia Raffaella De Laurentis per cui divenne il fallimento storico di uno dei registi maggiori del nostro tempo.

Un anno e mezzo dopo, si spengono le luci in sala e lo spettacolo può finalmente cominciare…

Sin da subito, sceneggiatura, scenografie e costumi risultano solidissimi nel loro procedere con chiarezza quasi didascalica attraverso un mondo fantastico che deve essere spiegato ed assaporato sin nei minimi dettagli.

Nei polmoni l’aria del tempo che soffia oltre la sabbia che cade

Denis Villeneuve spende quindi la prima ora a farci immergere in quest’atmosfera, che, se a tratti può apparire rarefatta, mantiene un ritmo costantemente crescente, mano a mano che intrighi di palazzo, congiure e guerra si fanno più vicini…Il regista di Blade Runner 2049 si affida alla potente colonna sonora di Hans Zimmer, alternata a dialoghi che suonano come sentenze e molti, intensi primi piani di un cast semplicemente perfetto.

Il mistero della vita non è un problema da risolvere, ma una realtà da sperimentare

Dagli ottimi cattivi impersonati da Charlotte Rampling e Stellan Skarsgård , passando per madre e padre Rebecca Ferguson e Oscar Isaac, fino ai guerrieri Josh Brolin e Javier Bardem, si arriva ad un eccellente Chalamet, intenso e finalmente un po’ più maturo nell’interpretazione rispetto ai precedenti lavori, che conferma di essere il volto maschile su cui puntare.

Dune, 2021

Il futuro della casa Atreides e quello della nuova Hollywood sono in mano a questo ragazzo bellissimo e promettente, che però non ha ancora messo su abbastanza muscoli, come lo canzona Jason Momoa in uno dei rari momenti di leggerezza del film, e a Zendaya, che compare come una visione in sogno per tutta la durata della pellicola, anticipando una ben più concreta presenza nel secondo capitolo che arriverà…

Due ore e mezza perfettamente orchestrate e bilanciate, che riportano il grande schermo al centro del linguaggio cinematografico, stimolando la fantasia e confermando tutto il talento e la maestria del cineasta canadese.

Voto 4/5