My Octopus Teacher

Dopo anni trascorsi nel deserto del Kalahari ad imparare dai Boscimani le tecniche per seguire gli spostamenti degli animali, Craig Foster torna nella sua casa di Cape Town per ritrovare il contatto a lui più famigliare: quello con l’Oceano. Nuotando tra le foreste di alghe nelle pozze incontaminate lungo la baia, si imbatte in un polpo nascosto fra le rocce…

Potrebbe sembrare l’inizio di un qualsiasi documentario marino, se questo incontro non si trasformasse in un’amicizia straordinaria ed oltre i limiti del possibile. Per un intero anno, il filmmaker si immerge in apnea ogni giorno per ritrovare quella creatura speciale di cui sente scorrere sentimenti umani ed universali. La paura si fa diffidenza, stemperata dalla curiosità, poi raggiunta dall’interesse che si trasforma in amore.

Nell’osservare il ciclo vitale di questo esemplare femminile le cui avventure sono degne di un romanzo, l’acqua non è più una barriera, ma uno specchio che riflette un universo molto simile a quello che incombe in superficie. Inaspettatamente ci facciamo cullare da questa favola triste che ha i toni poetici di un Piccolo Principe fra gli abissi, mentre guardiamo con il cuore quell’insegnamento essenziale che resta invisibile agli occhi…

Dopo aver già collezionato innumerevoli premi, My Octopus Teacher ha trionfato ieri sera ai BAFTA nella categoria di miglior documentario, procedendo ad ampie bracciate verso il prossimo traguardo: l’Oscar.

My Octopus Teacher